Tanti negli anni dopo la fine della carriera di calciatore di Diego Armando Maradona hanno avuto l’appellativo di “Nuovo Maradona”, molte volte tradendone le aspettative. Da Aimar a Saviola, passando per Di Maria e Messi, molti hanno provato ad eguagliare le gesta del “Diez” per eccellenza ma solo uno può vantarsi di avere avuto da lui stesso l’investitura ufficiale. In una dichiarazione di Diego alla stampa lui disse: “è l’unico che mi fa divertire guardando una partita ed è quello che più mi assomiglia per caratteristiche”.

Stiamo parlando di Andres Nicolas D’Alessandro, nato a La Paternal il 15 aprile del 1981 e soprannominato da tutti Il Testone, “Il Cabezon”, richiamando quello che era il soprannome di Diego Maradona da giovanissimo “El Pelusa”, data la folta chioma che Diego ha avuto negli anni di esordio all’Argentinos Juniors ed al Boca. Giocatore dotato di una visione di gioco straordinaria, che mette in condizione i compagni di squadra di andare in rete, diventa famoso anche per un “trick” chiamato BOBA, che consiste in una finta di corpo che disorienta l’avversario (lo embomba appunto) consentendogli di far passare il pallone tra le gambe o al lato delle gambe del rivale.

Dopo l’esordio a 19 anni nel River Plate, squadra nella quale è cresciuto, Andres D’Alessandro fa brillare la propria stella ai Mondiali Under 20 del 2001 giocati in casa dall’Albiceleste, dove il nostro Andres è il calciatore di maggior talento e che trascina alla vittoria finale. Si ripete alle Olimpiadi di Atene nel 2004 ed attira le attenzioni delle grandi squadre di tutta Europa. A spuntarla però è l’ambizione Wolfsburg targato Wolkswagen, che lo acquista dal River per 9 milioni di euro prima della kermesse olimpica. Il Germania però il talento non sboccia ed il Cabezon racimola solo 61 presenze ed 8 gol in due anni e mezzo, lasciando però il proprio nome nella storia della Bundesliga, mettendo la firma sul gol numero 4000 della storia del massimo campionato tedesco in un 4-2 contro l’Hannover.

Dopo le sfortunate esperienze in Inghilterra con il Portsmouth ed in Spagna con Real Saragozza, torna in patria al San Lorenzo ma troverà nuova gloria con la maglia dell’International di Porto Alegre in Brasile. Nonostante il paragone con Maradona sia ormai abbondantemente abbandonato, D’Alessandro con la maglia biancorossa collezionerà 285 presenze e 45 gol, riuscendo a vincere 6 campionati Gaucho, 1 Coppa Sudamericana, 2 Recopa e soprattutto la Copa Libertadores del 2010, anche se al Mondiale per Club che vedeva impegnata l’Inter di Mourinho, cede il passo agli africani del Mazembe, diventando la prima squadra del Sudamerica a mancare la finale del Mondiale per Club.

Riuscirà però in una piccola impresa: un tifoso dell’International di Porto Alegre ad una televisione brasiliana prima di un match di Libertadores dira che D’Alessandro è stato per l’International quello che ha rappresentato Maradona per Napoli. Missione compiuta… anche se in parte.